Google Ads costa due cose: il budget pubblicitario, che paghi direttamente a Google e decidi tu, e la gestione, cioè chi imposta e segue le campagne. Il clic non ha un prezzo fisso: lo decide un’asta, e pesa la qualità dell’annuncio e della pagina su cui arriva chi clicca. Da noi la gestione costa il 20% del budget, con un minimo di 350 € al mese, senza durata minima.
Quanto costa Google Ads? È la prima domanda che ci fa ogni titolare, e la risposta onesta è: dipende da quanti clienti vuoi, da quanto vale un cliente per te e da quanto è affollato il tuo settore. Detto così sembra una scappatoia. Non lo è: in questo articolo ti facciamo vedere come fare il conto prima di spendere un euro, dove finiscono i soldi e cosa chiedere a chi ti gestisce le campagne.
Da cosa è fatto il costo di Google Ads
Quando si parla di costo di Google Ads si mescolano due voci diverse. Teniamole separate, perché è lì che nascono quasi tutti i malintesi.
1. Il budget pubblicitario. Sono i soldi che vanno a Google. Li paghi con la tua carta o con bonifico, sul tuo account. Non c’è un minimo imposto: scegli un budget medio giornaliero e Google non lo supera nel conto del mese. In un singolo giorno la campagna può spendere fino al doppio del budget giornaliero, per sfruttare i giorni con più ricerche, ma a fine mese non pagherai più di 30,4 volte il budget giornaliero (lo spiega Google qui).
2. La gestione. È il lavoro di chi sceglie le parole chiave, scrive gli annunci, imposta il tracciamento dei contatti, controlla i termini di ricerca, toglie quello che spreca budget e ti spiega i numeri. Può farlo un dipendente, un freelance o un’agenzia. Non è obbligatoria, ma un account lasciato a sé stesso di solito costa più della gestione che si voleva risparmiare.
A queste due voci a volte se ne aggiunge una terza: la pagina di destinazione. Se il sito non trasforma le visite in richieste, ogni clic pagato è un clic sprecato. Ci torniamo più avanti.
Come Google decide quanto paghi un clic
Su Google Ads non compri spazi a prezzo fisso. Ogni volta che qualcuno fa una ricerca, Google fa un’asta tra gli inserzionisti interessati a quella parola chiave. Conta l’offerta, ma non solo: conta la qualità dell’annuncio, cioè quanto è probabile che venga cliccato, quanto è pertinente con la ricerca e com’è l’esperienza sulla pagina di destinazione (la spiegazione ufficiale).
Due conseguenze pratiche:
- Non paghi la tua offerta massima, ma di solito il minimo necessario per superare il concorrente sotto di te.
- Un annuncio migliore costa meno. A parità di offerta, chi ha annunci pertinenti e una pagina chiara può stare più in alto e pagare meno per clic. Per questo la qualità del lavoro di gestione si vede direttamente in bolletta.
Il costo per clic cambia molto da settore a settore e da zona a zona: una ricerca come “avvocato divorzista Torino” non costa quanto “pizzeria Chieri”. Non fidarti delle medie trovate in giro: guarda i dati delle tue parole chiave.
Quanto budget serve a una PMI: come fare il conto
Invece di partire da “quanto posso spendere”, parti da “quanti clienti voglio”. Il conto si fa al contrario, in cinque passaggi.
- Quanti nuovi clienti vuoi al mese dalle campagne.
- Quanti contatti ti servono per chiudere un cliente. Se di solito chiudi un preventivo su quattro, per un cliente servono quattro contatti.
- Quanti clic servono per avere un contatto. Dipende soprattutto dalla pagina di destinazione: su una pagina fatta per convertire servono meno clic che sulla home.
- Quanto costa un clic sulle tue parole chiave. Lo trovi gratis nel Keyword Planner di Google, che mostra una forbice di costo per la tua zona.
- Moltiplica: clienti × contatti per cliente × clic per contatto × costo per clic. Quello è il budget mensile di partenza.
Poi fai la prova del nove: quanto vale per te un cliente, nel primo anno o nel tempo? Se il costo per cliente è più basso del margine che ti lascia, Google Ads è un investimento. Se è più alto, prima di aumentare il budget bisogna migliorare qualcos’altro: annunci, pagina, offerta o follow up delle richieste.
Nelle prime settimane i numeri sono stime. Dopo un mese di dati veri il conto si rifà con i tuoi costi reali, e lì si decide se alzare, abbassare o spostare il budget.

Quanto costa la gestione delle campagne
Le agenzie usano di solito tre modelli, spesso combinati:
- Percentuale sul budget: la gestione cresce con la spesa pubblicitaria. È il modello più diffuso.
- Fee fissa mensile: un importo uguale ogni mese, a prescindere dal budget.
- Costo di avvio: una cifra una tantum per impostare account, conversioni e prime campagne.
Da noi la gestione costa il 20% del budget pubblicitario, con un minimo di 350 € al mese. Niente durata minima: resti perché funziona, non perché hai firmato. L’account Google Ads è intestato a te fin dal primo giorno, con il tuo metodo di pagamento: se un giorno decidi di andartene, i dati e lo storico restano tuoi.
Qualunque modello scegli, guarda cosa c’è dentro. La gestione di Google Ads non è solo “accendere la campagna”: è tracciamento delle chiamate, dei moduli e di WhatsApp, controllo settimanale dei termini di ricerca, test degli annunci e un report che parla di contatti, non di impressioni. È quello che facciamo nel Reparto Capolavoro, il reparto marketing esterno per le PMI del Piemonte.
Dove si bruciano i soldi su Google Ads
Gli sprechi che vediamo più spesso quando apriamo un account esistente, durante il sopralluogo digitale:
- Il traffico va alla home. La home parla di tutto, chi cerca un servizio preciso non trova la risposta e se ne va. Serve una pagina dedicata.
- Nessun tracciamento dei contatti. Senza conversioni misurate, Google ottimizza per i clic, non per i clienti. E tu non sai cosa funziona.
- Parole chiave troppo larghe. “Software” porta studenti, curiosi e concorrenti. Le parole chiave negative sono metà del lavoro.
- Annunci ovunque, a ogni ora. Rete Display, app e siti a caso accesi di default, anche quando l’obiettivo era la ricerca.
- Nessuno risponde. Il contatto arriva il venerdì sera e viene richiamato il martedì. Il budget l’hai speso, il cliente l’ha preso qualcun altro.
Nessuno di questi problemi si risolve alzando il budget. Si risolvono prima, e spesso costano meno di quello che fanno perdere.
Quando Google Ads non è (ancora) la scelta giusta
Google Ads funziona quando qualcuno sta già cercando quello che vendi. Se il tuo prodotto è nuovo e nessuno sa di averne bisogno, la domanda va prima creata, e lì lavorano meglio i social e i contenuti.
L’altro caso è il sito. Mandare traffico a pagamento su un sito lento, confuso o senza un modo chiaro per contattarti è come pagare un volantinaggio verso un negozio con la saracinesca abbassata. Prima si sistema la vetrina, poi si accendono le luci. Se non sai da che parte stai, il check-up gratuito ti dice in pochi minuti se il sito è pronto. E se va rifatto, con Progetto Capolavoro vedi il bozzetto del nuovo sito prima di decidere; per i prezzi dei siti c’è la nostra guida ai costi di un sito web a Torino.
Con WePadel24, ad Alba, abbiamo lavorato così: prima il sito, poi le campagne e il resto del marketing. Oggi sono più di 300 le richieste arrivate dal sito, e l’azienda è nelle prime tre posizioni su Google per le ricerche del suo settore.
Cosa chiedere prima di affidare le campagne
Prima di firmare con chiunque, noi compresi, fai queste domande:
- L’account è intestato a me e lo pago io?
- Quali conversioni tracciate, e come (chiamate, moduli, WhatsApp)?
- Ogni mese che numeri vedo? Mi aspetto contatti e costo per contatto, non solo clic.
- C’è una durata minima? Cosa succede se smetto?
- Chi lavora davvero sul mio account, e posso parlarci?
Se le risposte sono vaghe, il problema non è Google Ads.
Domande frequenti
Qual è il budget minimo per Google Ads?
Google non impone un minimo: scegli tu il budget medio giornaliero. Il budget giusto si ricava dal conto che trovi sopra (clienti che vuoi, contatti per cliente, clic per contatto, costo per clic). Un budget troppo basso per il tuo settore raccoglie pochi dati e rende difficile capire cosa funziona.
Si paga Google Ads anche se nessuno clicca?
Sulle campagne di ricerca normalmente paghi solo i clic. Alcuni tipi di campagna, come certe campagne video o display, possono essere pagati per visualizzazioni o impressioni: dipende da come sono impostate.
Quanto tempo serve per vedere risultati?
I primi clic arrivano appena la campagna è attiva. Per capire se funziona serve qualche settimana di dati, per avere un costo per contatto stabile di solito un mese o due di ottimizzazione.
Posso gestire Google Ads da solo?
Sì, lo strumento è aperto a tutti. Il punto è il tempo: un account va controllato ogni settimana. Se preferisci farlo tu, possiamo impostare account e tracciamento e affiancarti; se preferisci non pensarci, ce ne occupiamo noi, con il 20% del budget e un minimo di 350 € al mese.



